30 novembre 2009

I trent'anni di "The Wall"

Il 30 novembre 1979 veniva pubblicato lo storico album dei Pink Floyd.
Forse non il "migliore" che il più grande gruppo rock mai esistito abbia pubblicato, ma sicuramente quello "concettualmente" più importante: sintesi perfetta della elaborazione socio-culturale-psicologica che Roger Waters aveva in qualche modo "imposto" al gruppo. E che vedrà la sua naturale conclusione in "The Final Cut", in cui Waters si libera finalmente di tutti i suoi fantasmi.
The Wall, a trent'anni di distanza, è attuale più che mai: tanto musicalmente quanto concettualmente.
La musica, anche nella successiva interpretazione live degli ultimi tour del gruppo, resta di un impatto emotivo enorme. Le riflessioni sull'alienazione dell'uomo contemporaneo, e l'inquietudine a tratti angosciosa che lo permea mantengono inalterata, a trent'anni di distanza, tutta la loro forza.
Una pietra miliare, una delle poche "opere rock" che si possano definire tali. La più grande.

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17 settembre 2008

Una nuova stella splende nel cielo: addio Richard...

Il 15 settembre scorso è morto a 65 anni Richard Wright, uno dei fondatori - insieme a Roger Waters, Syd Barrett e Nick Mason - della più grande band di tutti i tempi: i Pink Floyd.
Due giorni non mi sono bastati ad elaborare il lutto, ma non potevo esimermi di dedicare qui un ricordo a chi ha accompagnato musicalmente la mia adolescenza.
Ripercorrere l'intera carriera musicale di Wright (e di conseguenza dei Pink Floyd) richiederebbe un volume enciclopedico. Qui mi limito a ricordare la sua impronta, decisiva, alla realizzazione dell'album universalmente riconosciuto come il più bello in assoluto mai concepito e realizzato dall'uomo: The Dark Side of The Moon. Il suo contributo non si limitava alle sue indubbie capacità compositive o ai suoi virtuosismi: la sua voce, dolce e morbida, faceva da ideale controcanto e contrappunto a quelle più decise ed aggressive dei colleghi Gilmour e Waters, creando quelle atmosfere che si fondono con la loro musica in un unicum totalizzante.
Con la morte di Richard Wright finiscono, con molta probabilità, definitivamente i Pink Floyd. Con essi "finisce" una parte di me, quella che è cresciuta, si è accompagnata e si è forgiata con tutta la loro musica, dalla prima all'ultima nota.
Da oggi mi sento (e come me credo molti altri) molto più triste e un po' più solo. Fortunatamente la loro musica non finirà mai di tenerci compagnia...

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